giovedì, febbraio 23, 2006

QUANTO è GRANDE IL MONDO?

























se avete un attimo di tempo, da dedicare. senza fretta, senza premesse.



Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale Messico17 febbraio 2006

Dopo una giornata trascorsa nelle riunioni preparatorie dell'altra campagna(era settembre, era l'alba, era la pioggia di una nuvola lontana), cidirigevamo verso la capanna dove stavano le nostre cose quando c'imbattiamoin un cittadino, alle buone, che mi dice: "Senta Sup, che cosa si propongonogli zapatisti?". Senza neanche fermarmi gli ho risposto: "Di cambiare ilmondo". Arriviamo alla capanna ed incominciamo a preparare le cose perandarcene e l'insurgente Erika ha atteso che rimanessimo soli, si èavvicinata e mi ha detto: "Senti Sup, ma il mondo è molto grande", come secercasse di far in mdo che mi rendessi conto dello sproposito che stavoproponendo e che, in realtà, non sapevo quello che stavo dicendo quandoavevo detto quello che avevo detto.Seguendo l'abitudine di rispondere ad una domanda con un'altra domanda, lerisposi:"Quanto grande?".Lei si è fermata a guardarmi e quasi con tenerezza mi ha risposto: "Moltogrande".Io ho insistito: "Sì, ma quanto?".Lei ci ha pensato un momento ed ha detto: "Molto più grande del Chiapas".In quel momento ci avvisano che dobbiamo andarcene. All'arrivoall'accampamento, dopo aver messo a posto il Pinguino, l'Erika è arrivata dame, con un mappamondo a globo, di quelli che usano nella scuola elementare.L'ha messo per terra e mi ha detto: "Guarda Sup, qui in questo pezzetto c'èil Chiapas e tuuuuuuuutto questo è il mondo", e dicendolo ha quasiaccarezzato con le sue brune mani il globo."Mmh", ho mormorato accendendo la pipa per prender tempo.L'Erika ha insistito: "Hai visto che è molto grande?"."Sì, però non lo cambieremo da soli, lo cambieremo con molti compagni ecompagne di tutte parti".In quel momento la chiamano per il suo turno di guardia. E lei, dimostrandodi aver già imparato, prima di andarsene via mi lancia: "E ci sono cosìtanti compagni e compagne?".Quanto è grande il mondo?Nella valle di Tehuacán, nel Sierra Nera, nel Sierra Nord, nella zonaperiferica di Puebla, dagli angoli più dimenticati dell'altra Pueblacominciano ad arrivare delle risposte:In Altepexi risponde una giovane donna: più di 12 ore giornaliere di lavoronella maquiladora, a lavorare i giorni di riposo, nessuna facilitazione, némutua, né tredicesima a Natale, né premi di produzione; l'autoritarismo ed imaltrattamenti del gerente o del caposquadra, venir punita senza stipendioquando mi ammalo, vedere il mio nome in una lista nera affinché non mi dìanolavoro in nessun'altra maquiladora; se cerchiamo di protestare il padronechiude e se ne va da un'altra parte, il trasporto è pessimo ed arrivo moltotardi a casa e vedere le bollette della luce, dell'acqua, il catasto, fare iconti e vedere che non ci arrivo; darsi conto che non c'è neanche acqua dabere, che il bagno non scarica e la strada appesta. Ed il giorno seguentedopo aver dormito male e mangiato poco, di nuovo a lavorare. Il mondo è cosìgrande come la rabbia che sento per tutto questo.Una giovane indigena mixteca: mio papà se n'è andato più di 12 anni fa negliStati Uniti, mia mamma lavora cucendo palloni, le pagano 10 pesos per ognipallone e se non le viene bene uno, le fanno pagare 40 pesos di multa. Nonpagano subito, ma la volta seguente che ritorna il contrattista. Miofratello sta preparandosi per partire. Noi donne siamo sole in tutto questo,a tirare avanti con la famiglia, la terra, il lavoro. Cosicché ci toccaanche tirare avanti la lotta. Il mondo è così grande come la rabbia che miviene per tutta questa ingiustizia, una rabbia così grande che mi faribollire il sangue.In San Miguel Tzinacapan una coppia matura si guarda e risponde quasiall'unisono: il mondo è del volume del nostro impegno a cambiarlo.Un contadino indigeno del Sierra Nera, veterano di tutti gli sgomberi diterre, meno di quello della storia, risponde: perché deve essere moltogrande, per questo motivo dobbiamo fare crescere la nostra organizzazione.In Ixtepec, Sierra Nord: il mondo è del volume dell'insolenza dei malgoverni e di Antorcha Campesina che imbevono il contadino di puri pregiudizied avvelenano ancora la terra.In Huitziltepec, da una scuoletta autonoma, una televisione ribelletrasmette una verità: il mondo è così tanto grande che ci sta la storiadella comunità e del suo affanno e della sua lotta per voler continuare adaffacciarsi all'universo con dignità. Una signora, artigiana indigena, dellastessa altezza della defunta comandante Ramona, aggiunge in un soffio divoce: "Il mondo è così grande come l'ingiustizia che sentiamo perché cipagano una miseria per quello che facciamo e le cose di cui abbiamo bisognole vediamo da lontano, perché non le avremo mai".Vicino a la Granja: non deve essere molto grande, perché sembra che noibambini poveri non ci stiano, solo ci rimproverano, perseguitano e picchianoe questo mentre stiamo solo cercando di vedere come portare dei soldi apapà.In Coronango: il mondo per quanto sia grande, sta morendo per l'inquinamentoneoliberale della terra, dell'acqua, dell'aria. Si sta rompendo, perché cosìdicevano i nostri nonni: quando si rompe la comunità, si rompe il mondo.In San Matías Cocoyotla: è così grande come la irresponsabilità del governoche solo sta distruggendo quello che noi facciamo come lavoratori. Oradobbiamo organizzarci per difenderci dal governo e si suppone che invecestarebbe lì per servirci. Vedete anche voi che è uno svergognato.A Puebla, ma nell'altra Puebla: il mondo non è così grande perché ai ricchinon basta quello che hanno ed ora vogliono toglierci quel poco che abbiamonoi poveri.Un'altra volta, in un'altra Puebla, una donna giovane: è molto grande, cosìgrande che non possiamo in pochi, dobbiamo unirci tutti per poterlocambiare, perché altrimenti non si può, uno si stanca.Una giovane artista: è grande, ma è marcio e ci distorcono perché siamogiovani. In questo mondo essere giovani è un crimine.Un cittadino: per quanto grande sia, sempre resta piccolo per i ricchi,perché stanno invadendo terre comunali, ejidali, quartieri popolari. Come senon bastassero più a loro i centri commerciali ed i loro lussi entrano neinostri terreni. Io credo che quelli che non ci stanno siamo noi, quelli inbasso.Un operaio: il mondo è così grande come il cinismo dei leader dei sindacatigialli. E poi dicono che sono lì per difendere noi lavoratori. È lassù inalto che si unisce la merda: cioè il padrone, l'autorità ed il sindacalistagiallo... Dovrebbero fare uno di quei progetti di pulizia sanitaria totale,cioè un immondezzaio per metterli insieme tutti quanti. O no, sarebbe megliono, perché senz'altro inquinerebbero tutto. E poi se li mettiamo inprigione, i criminali si ammutinerebbero perché neanche loro vogliono viverevicino a quegli stronzi....È già l'alba in quest'altra Puebla che non ha smesso di stupirci ad ognipasso che facciamo sulle sue terre. Abbiamo appena finito di mangiare e stopensando a che cosa dirò in quest'occasione. All'improvviso, da sotto laporta, si affaccia una piccola valigetta, che non riesce a passar bene dallafenditura. Si ascolta un lievissimo mormorio e si capisce che è il respiroaffannoso di qualcuno che spinge dall'altro lato. Finalmente passa lavaligetta e, dietro di lei, inciampando, appare qualcosa che somigliastraordinariamente ad uno scarabeo. Se non fosse perché so che sto a Puebla,cioè nell'altra Puebla, e non nelle montagne del sudest messicano, potreiquasi giurare che si tratta di Durito. Per togliermi il pensiero dallatesta, ritorno al quaderno dove sta già scritta la domanda che intitolaquesto esame a sorpresa. Continuo a tentare di scrivere, ma non mi viene inmente niente che valga la pena. Ci sto pensando, ma è sparita la vena,quando sento che ho qualcosa sulla spalla, sto per fare un gesto pertogliermi il fastidio, quando sento:- Hai tabacco?"Quella vocina, quella vocina", penso.- Quale vocina? Si vede che sei invidioso della mia voce virile eseduttrice - protesta Durito.Non mi è rimasto il minimo dubbio e così, con più rassegnazione cheentusiasmo, ho detto:- Durito...!- Nessun "Durito"! Io sono il più grande riparatore di torti, il soccorsodell'indifeso, la consolazione dell'abbandonato, la consolazione del debole,il sogno irraggiungibile delle femmine, il poster favorito dei bambini,l'inconfessabile invidia degli uomini, il...- Ferma, fermati! Sembri candidato nella campagna elettorale - dico aDurito, tentando di interromperlo. Inutilmente, come si può vedere, perchéprosegue:- ... il più gagliardo della razza che ha abbracciato la cavalleria errante:Don Durito della Lacandona SA di CV di RL e col permesso delle giunte dibuon governo.Dicendo questo, Durito mostra, sul suo guscio, una decalcomania su cui stascritto:"Permesso della giunta di buon governo. Municipio Autonomo RibelleZapatista (Marez) Charlie Parker".- "Charlie Parker"?. Non sapevo che avessimo un Marez con quel nome, almenonon c'era ancora quando sono partito - ho detto sconcertato.- Chiaro! dato che l'ho fondato appena prima di andarmene da là per venirein tuo aiuto - dice Durito.- Che strano, io ho chiesto che mi mandassero tabacco, non uno scarabeo -rispondo/protesto.- Non sono uno scarabeo, sono un cavaliere errante che è venuto a tirartifuori dalle difficoltà in cui ti sei messo.- Io? in difficoltà?- Sì, non fare "l'eroe prezioso" alla Mario Marín di fronte alleregistrazioni che danno l'idea delle sue vere qualità morali. Sei o non seiin difficoltà?- Buono, difficoltà, che significa difficoltà, però... sì, sono indifficoltà.- Lo vedi? Per caso non desideravi che io, il migliore dei cavalierierranti, venisse a soccorrerti?Lo penso appena un istante e rispondo:- Bene, a onor del vero no.- Andiamo, non nascondere la tua felicità, la grande allegria equell'incredibile entusiasmo che c'è nel tuo cuore al vedermi di nuovo.- Preferisco nasconderlo - dico rassegnato.- Bene, bene, basta con le feste ed i fuochi artificiali di benvenuto. Qualè il malandrino che devo sconfiggere col braccio che ho in basso ed asinistra? Dove sono i tal dei tali Kamel Nacif, Succar Kuri, ed altra gentedi così bassa levatura?- Nessun malandrino né niente a che vedere con la banda degli svergognati. Èche bisogna rispondere ad una domanda.- Allora? - mi fa fretta Durito.- Quanto è grande il mondo? - gli domando.- Bene, la risposta ha una versione corta ed una lunga. Quale preferisci?Guardo l'orologio. Sono le 3 di notte ed mi si stanno chiudendo le palpebree mi sta scendendo il berretto sugli occhi, cosicché dico senza dubbi:- La versione corta.- Come la versione breve! Sono forse venuto seguendo le tue orme per ottostati della Repubblica Messicana per esporre la versione corta! Arancemarce, niente mais per le colombe, nella torta niente, dispari, negativo,scartato, no.- Bene - dico rassegnato -, allora la versione lunga.- Bravo, mio nasone transumante! Prendi appunti...Prendo la penna ed il quaderno. Durito detta:Se lo guardi dall'alto, il mondo è piccolo e di color verde dollaro. Staperfettamente nell'indice di prezzi e nelle quotazioni della borsa valori,nel tasso dei guadagni di una multinazionale, nell'inchiesta elettorale diun paese che ha sofferto il sequestro della sua dignità, nella calcolatricecosmopolita che somma capitali e sottrae vite, monti, fiumi, mari, sorgenti,storie, civiltà intere, nel piccolissimo cervello di George W. Bush, nellabreve portata delle mire del capitalismo selvaggio malvestito daneoliberalista. Guardato dall'alto, il mondo è molto piccolo perchéprescinde dalle persone ed al loro posto, c'è un numero di un contobancario, senza altri movimenti che quello delle entrate.Ma se lo guardi dal basso, il mondo si amplia tanto che non basta unosguardo per avvolgerlo, ma sono necessari molti sguardi per completarlo.Guardato dal basso, il mondo abbonda di mondi, quasi tutti dipinti coldolore della spoliazione, della miseria, della disperazione, della morte. Ilmondo in basso cresce verso i lati, soprattutto verso il lato sinistro ed hamolti colori, quasi quanti le persone e le storie. E cresce pureall'indietro, verso la storia che lo ha reso mondo in basso, e cresce versose stesso con le lotte che lo illuminano, anche se la luce dall'alto vienespenta, e suona anche se il silenzio di sopra lo schiaccia. E cresce anchein avanti indovinando in ogni cuore il domani che partoriranno quelli che inbasso sono quelli che sono. Guardato dal basso, il mondo è così grande checi stanno molti mondi ed ancora c'è così eccesso di spazio che ci può stare,per esempio, una prigione.Cioè, riassumendo, visto dall'alto, il mondo si rimpicciolisce e non ci staaltro che l'ingiustizia. E, visto dal basso, il mondo è così spazioso chec'è posto per l'allegria, la musica, il canto, il ballo, il lavoro degno, lagiustizia, l'opinione ed il pensare di tutti, non importa quanto diversisiano quelli in basso che sono quello che sono.Ho fatto appena a tempo a scrivere. Rileggo la risposta di Durito e glidomando:- E qual è la versione corta?- La versione corta è la seguente: il mondo è tanto grande come il cuore cheprima gli fa male e dopo lotta, insieme a tutti quelli in basso ed asinistra.Se ne va Durito. Io continuo a scrivere mentre nel cielo la luna siesaurisce con la lubrica carezza della notte......Vorrei azzardare una risposta. Immaginare che a lei, con le mani, sciolgo icapelli ed il desiderio, che le appendo un sospiro alle orecchie e, mentrele mie labbra salgono e scendono per le sue colline, capire che il mondo ètanto grande come la sete che ho del suo ventre.O, per essere un po' più decente, cercare di dire che il mondo è tantogrande come il delirio di volerlo "altro", come l'ascolto che è necessarioper abbracciare tutte le voci in basso, come questo altro affanno collettivodi camminare controcorrente unendo in basso ribellioni, mentre in altoseparano solitudini.Il mondo è così grande come punta spinosa della pianta dell'indignazione cheinnalziamo, sapendo che da lei nascerà il fiore del domani. Ed in queldomani, l'Università Ibero-americana sarà un'università pubblica, gratuita elaica e nei suoi corridoi e nelle sue aule ci saranno operai, contadini,indigeni e gli altri che oggi ne stanno fuori.È tutto. Le vostre risposte devono essere presentate entro il 30 febbraio edin triplice copia: una per la vostra coscienza, un'altra per l'altracampagna ed un'altra con l'intestazione che dica chiaramente: Warning, perquelli che pensano in alto, ingenuamente, di essere eterni.

Dall'altra PueblaSup MarcosCommissione Sesta dell'EZLNMessico, febbraio 2006

3 commenti:

AzzaZeL ha detto...

Il compagno Marcos...pare che sia un professore di filosofia di Città del Mexico...ma alla fine non è importante saperlo.

GRIM ha detto...

eheheh io sono marcos

AzzaZeL ha detto...

eheh lo sospettavo!

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